Vicenza, il Tar dice no alla base: manca l’ok della popolazione

 
Nessuna traccia scritta dell’assenso italiano
 
Niente ampliamento della base Usa a Vicenza. Motivo? I cittadini non sono stati consultati. Lo annuncia il Tar del Veneto in una sentenza destinata a fare giurisprudenza. Il verdetto del Tar arriva dopo l’esposto presentato dal Codacons, che aveva raccolto le proteste dei cittadini vicentini, in gran parte contrari all’ampliamento dell’aeroporto militare Dal Molin.

Nelle motivazioni depositate dal tribunale amministrativo, si spiega che la base americana non può essere ingrandita poiché è mancata la consultazione della popolazione interessata, nonostante fosse prevista dal memorandum Usa-Italia che aveva sancito l’ok italiano alle richieste americane.

Inoltre, secondo il Tar del Veneto non «è stata riscontrata» nessuna traccia di documenti che testimonino il consenso «presentato dal Governo Italiano a quello degli Stati Uniti d’America, espresso verbalmente nelle forme e nelle sedi istituzionali». Ma considerando «l’importanza della materia trattata», un sì a voce non basta, perché «ogni determinazione deve essere emanata con atto formale e comunque per iscritto».

Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, si tratta di «una sentenza di grande sensibilità giuridica e civile che dà ragione a tutta quella parte di popolazione che lamentava si volesse modificare l’habitat e l’ambiente della città di Vicenza senza nessuna partecipazione dei cittadini».

Nel ricorso, il Codacons aveva presentato come elementi a sfavore del raddoppio del Dal Molin «la violazione dell’art.11 della Costituzione sul ripudio della guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; la violazione degli art. 80 e 87 della Costituzione, sull’obbligo di ratifica con legge dei trattati internazionali di natura politica; la violazione dei trattati di Maastricht, Amsterdam e Nizza, laddove per i principi di politica estera e di sicurezza comune definiti Pesc c’è la necessità del parere favorevole del Consiglio Europeo.

La battaglia contro l’ampliamento, portata avanti in particolare dai No Dal Molin, va avanti ormai da anni: qualche spiraglio nella soluzione della questione si è aperto con l’elezione, nell’aprile scorso, del nuovo sindaco di Vicenza, Achille Variati, che da sempre ha sostenuto il referendum sulla base. Ora la sentenza del Tar conferma che il parere dei cittadini di Vicenza è indispensabile per decidere delle sorti geopolitiche e ambientali della città.

 
 
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