Migranti, il Consiglio d’Europa: l’Italia fomenta la xenofobia

 
Non finiscono le bacchettate alle politiche del governo Berlusconi in materia di immigrazione e sicurezza. Questa volta ad attaccare l’Italia è il Consiglio d’Europa, l’organizzazione che raccoglie 47 Stati, ha sede a Strasburgo, e si occupa di promuovere la democrazia, proteggere i diritti dell’uomo e lo stato di diritto.

Insomma, l’allarme arriva da una delle massime autorità in materia di diritti umani. E non usa giri di parole per descrivere la situazione italiana: «Le misure attuate in Italia – ha spiegato il commissario per i diritti umani Thomas Hammarberg – non tengono conto dei diritti umani e dei principi umanitari e potrebbero fomentare altri episodi xenofobi». Il commissario Hammarberg non parla per sentito dire. Il 19 e 20 giugno scorsi è stato in visita nel nostro paese proprio per discutere di persona della nuova politica italiana in materia di immigrazione e della situazione dei nomadi. Il commissario ha visitato, tra l’altro, il campo nomadi Casilino 900, a Roma, e ha definito «inaccettabili» le condizioni in cui è costretta a vivere la popolazione rom.

In Italia, Hammarberg ha incontrato anche i rappresentanti delle ong, che hanno «denunciato la quasi totale assenza di critiche nei confronti di dichiarazioni xenofobe da parte della classe politica». «La comunità dei rom e dei sinti – prosegue Hammarberg – temeva che questa carenza di risposte, combinata con il pacchetto sicurezza, abbia incoraggiato ulteriormente la violenza e l’incitazione all’odio contro di loro». Nelle norme volute da Maroni, aggiunge Hammarberg, c’è «il chiaro rischio di collegare l’insicurezza a un gruppo specifico di popolazione, e di generare confusione fra criminali e stranieri».

Per questo dopo la sua relazione il Consiglio d’Europa si è detto «estremamente preoccupato» per tutti gli atti di violenza avvenuti in Italia ai danni di campi nomadi «senza che vi fosse una effettiva protezione da parte delle forze dell’ordine che a loro volta – sottolineano – hanno condotto raid violenti contro gli insediamenti». Il commissario ha visto con i suoi occhi che «sono stati fatti pochi progressi nell’effettiva protezione dei diritti umani dei Rom e dei Sinti».

Il Consiglio d’Europa è critico anche nei confronti dello stato d’emergenza proclamato pochi giorni fa dal governo ed esteso a tutto il territorio nazionale. Il commissario Hammamberg osserva che «il ripetuto ricorso a misure legislative d’emergenza» per affrontare i problemi legati all’immigrazione sembra indicare «una incapacità di affrontare un fenomeno non nuovo» che dovrebbe invece essere gestito attraverso leggi ordinarie e altre misure. Negativo anche il giudizio sull’aggravante della clandestinità, che «potrebbe sollevare serie questioni di proporzionalità e di discriminazione». Idem per le espulsioni di cittadini comunitari condotte solo sulla base di motivazioni di pubblica sicurezza, che potrebbero sollevare «seri dubbi di compatibilità con la Convenzione dei diritti umani».

Naturalmente, il ministro dell’Interno ha respinto le critiche: «Si tratta di falsità clamorose, la polizia non ha mai compiuto atti violenti di questo genere».

 
 
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