Dichiarazione di don Luigi Ciotti

 

Ritorna quest’anno la Carovana Antimafia.

Ritorna, e non riparte, perché il nostro è un viaggio che non si è mai interrotto: è l’impegno quotidiano, sempre, a farsi viaggio, ricerca, scoperta, incontro, scambio.

Le tante attività affrontate durante l’anno sono state altrettante tappe del percorso, il nostro modo di continuare a camminare. Il concorso “Regoliamoci”, che ha coinvolto quasi 30mila ragazzi di 670 scuole, i campi di lavoro sui terreni confiscati alle mafie, scelti la scorsa estate da 1500 giovani, la nascita della rete europea antimafia FLARE: sono solo alcune delle mete toccate negli ultimi mesi.

Come le carovane del deserto, anche noi ci spostiamo in gruppo, un gruppo sempre più grande, un “noi” sempre più numeroso. Strada facendo nuove realtà si uniscono, con le loro esperienze e specificità, con l’entusiasmo dei progetti e la fatica dei limiti. Il nostro bagaglio si arricchisce così di risorse, idee e contenuti. E si appesantisce, ma di un peso che siamo fieri di portare: quello della responsabilità. In ogni zaino c’è infatti un tema da non tralasciare, un obbiettivo che facciamo nostro e ci impegniamo a realizzare.

La creazione di reti di prossimità, per essere vicini alle vittime, alle famiglie, ai testimoni, a chi, per mille ragioni, è “escluso”.

La valorizzazione del lavoro: quello vero, pulito, che restituisce dignità ai territori e opportunità alle persone.

La denuncia: delle complicità, dei ritardi, dei vuoti legislativi. L’educazione, come creazione di consapevolezza e stimolo alla partecipazione civile.

E la cura della memoria, quel voltarsi indietro per guardare avanti, verso le prossime mete: la quattordicesima “Giornata della memoria e dell’impegno”, che il prossimo 21 marzo si svolgerà in Campania, a Napoli e a Casal di Principe. I secondi “Stati Generali dell’Antimafia”, programmati per l’autunno del 2009.

Ripartire senza essersi fermati, e possibile?

Sì, se non ci si sente mai “arrivati”. Se il cammino nasce dalla consapevolezza che c’è ancora tanto da capire, da fare, da costruire.
 
don Luigi Ciotti
 
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