QUELLO CHE SU GAZA NESSUNO DICE…

 

Sentiamo dire che ci sono vittime civili da entrambe le parti, ma pur condannando tutti i crimini di guerra non è possibile né accettabile stabilire una simmetria tra i razzi Kassam, che in 8 anni hanno ucciso 20 israeliani, con la marea di fuoco e "piombo fuso" dell’attacco militare israeliano in corso, che in un solo giorno ha fatto più di 350 morti e oltre 1000 feriti. Tra i palestinesi, l’ONU ha accertato 57 vittime civili, ma gli altri 300 sono per la maggior parte giovani poliziotti che svolgevano servizi civili per la popolazione, mentre i campi di addestramento di Hamas erano vuoti al momento del bombardamento (notizia pubblicata su Haaretz, giornale israeliano). La tragedia si aggiunge a 2 anni di assedio in cui Gaza è stata tagliata fuori dal resto del mondo producendo la più grave crisi umanitaria dall’inizio dell’occupazione israeliana, con il 79,4% della popolazione della striscia sotto la soglia di povertà, ed un tasso di disoccupazione del 45,5% (Palestine Monitor Factsheet).

 

Sentiamo dire che Hamas ha rotto la tregua, e ha chiamato la rappresaglia, ma non si è detto e non si dice che Israele, durante la tregua, ha lanciato contro Gaza una serie di attacchi che solo a novembre hanno ucciso sei palestinesi e hanno portato quindi alla ripresa delle ostilità da entrambi i lati. Le organizzazioni israeliane per la pace dichiarano: “Siamo responsabili della disperazione di un popolo sotto assedio. Hamas da settimane aveva dichiarato che sarebbe stato possibile ripristinare la tregua a condizione che Israele riaprisse le frontiere e permettesse agli aiuti umanitari di entrare. Il governo d’Israele ha scelto consapevolmente di ignorare le dichiarazioni di Hamas e ha cinicamente scelto, per fini elettorali, la strada della guerra”.

 

Sentiamo dire che l’obiettivo di Israele è fermare i lanci di razzi e il diffondersi del fondamentalismo, mentre gli stessi pacifisti israeliani denunciano che il vero obiettivo è gestire il conflitto senza porre fine alla causa di quegli attacchi: 41 anni di Occupazione Israeliana sempre più oppressiva senza il minimo segno che uno Stato Palestinese sovrano e sostenibile potesse emergere. Concentrarsi sul lancio di razzi serve a nascondere il vero obiettivo del governo Israeliano – rovesciare il governo di Hamas – e nascondere il fatto che Israele preferisce il CONTROLLO alla PACE. Ma Mustafa Barghouti, promotore della resistenza nonviolenta in Palestina scrive: “Non è il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento, ma tutti coloro che qui si oppongono al fondamentalismo, tutti coloro che a questa ferocia indistinta non restituiscono un odio uguale e contrario, ma le parole del dialogo, la lucidità del ragionare, il coraggio di disertare. Non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l’altra Palestina, terza e diversa, mentre schiva missili stretta tra la complicità di Fatah e la miopia di Hamas.”

 

padre Manauel Musallam

Edito su Un ponte per…

 

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