In Israele manifestazioni contro l’attacco a Gaza, mentre inizia l’offensiva di terra

 

Mentre Israele ha iniziato l’offensiva di terra contro la striscia di Gaza,  nel Paese ci sono state manifestazioni contro l’attacco – giunto ormai al settimo giorno.

 

La protesta più imponente si è svolta nella città araba di Sakhnin, nel nord, dove hanno manifestato in circa 100.000 – per lo più arabi israeliani.

 

Alla manifestazione, che si è aperta con un minuto di silenzio in memoria delle vittime (oltre 400 finora),  hanno partecipato diversi deputati arabi della Knesset, e sindaci di città arabe.

 

Il sindaco di Sakhnin, Mazem Ghanaim, ha chiesto che l’offensiva contro Gaza venga immediatamente fermata, affermando che “le forze di occupazione israeliane stanno commettendo crimini a Gaza di fronte agli occhi della comunità internazionale”, ma ha invitato anche i combattenti palestinesi a fermare il lancio di razzi contro le città del sud di Israele, che negli ultimi otto giorni hanno ucciso quattro persone.

 

Sventolando bandiere palestinesi e con cartelli che inneggiavano alla Palestina, i dimostranti sono sfilati per le vie della città urlando “Gaza non si arrenderà ai carri armati e ai bulldozer” e “Non temere, Gaza: noi siamo con te!”

 

Mohammed Barakeh, un deputato arabo israeliano, ha definito la manifestazione “la nostra risposta alle minacce israeliane contro il popolo palestinese a Gaza", esprimendo la determinazione “di stare al fianco dei nostri fratelli di Gaza per fermare il massacro e lo spargimento di sangue”.

 

Diversi manifestanti hanno gridato “vigliacco” all’indirizzo del presidente egiziano Hosni Mubarak, accusandolo di "collaborare con gli americani".

 

Jamal Zahalka, deputato del partito Balad, ha chiesto che il Primo Ministro Ehud Olmert, i ministri della Difesa e degli Esteri Ehud Barak e Tzipi Livni, e il capo di Stato maggiore Gabi Ashkenazi vengano processati per "crimini di guerra a Gaza" davanti a un tribunale internazionale.

 

A Tel Aviv, oltre un migliaio di manifestanti – molti dei quali indossavano la kefya palestinese e sventolavano bandiere israeliane e palestinesi insieme – si sono radunati in Piazza Rabin.

 

Alla manifestazione, organizzata dalla "Coalizione contro l’assedio a Gaza", hanno aderito numerosi gruppi e associazioni contro la guerra.

 

Fra questi: Ahoti, l’Alternative Information Center di Michael Warschawski, Anarchici contro il muro, Balad, Banki, Bat Shalom, Coalizione di donne per la pace, Combattenti per la pace, Commissione israeliana contro la demolizione delle case, Lavoratori Da’am, Gush Shalom (il movimento fondato dal pacifista Uri Avnery), Hadash, Hithabrut-Tarabut, Indymedia, Partito comunista israeliano, Nuovo profilo, Commissione pubblica contro la tortura, Ra’am-Ta’al, SadakaRe’ut, Social TV, Coalizione studentesca dell’Università di Tel Aviv, Ta’ayush, Tandi, Il campus non resta in silenzio, Donne in nero, Yesh Gvul e Zochrot.

 

Fonti: Agence France Presse, Adn-Kronos, Apcom

 

Edito su Osservatorio Iraq

 

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