La clinica di Udine dice no a Eluana “Rischiamo ritorsioni dal ministero”

 
Il Consiglio di amministrazione della "Città di udine" si è tirato indietro
Alla famiglia non resta che il ricorso al tar o chiedere ospitalità a un’altra Regione
 
La clinica Citta di Udine si è tirata indietro. la notizia, anticipata da Repubblica, è stata confermata da un comunicato ufficiale della struttura sanitaria. 

Il consiglio d’amministrazione ha votato non all’unanimità, ci sono state delle divisioni, ma intanto la linea della porta chiusa ha prevalso. Oltre al comunicato non ci sarà nessun’altro contatto con la stampa. E quindi, niente domande e niente spiegazioni, oltre quelle che saranno messe nero su bianco, sul perché questo Policlinico privato, convenzionato con una Regione che si è staccata dal servizio sanitario nazionale ed è del tutto autonoma, abbia fatto la brusca marcia indietro, esattamente un mese dopo la partenza dell’autoambulanza che stava per prelevare Eluana dalla clinica delle suore Misericordine di Lecco. 

Il comunicato del Cda è chiaro: "Nel caso si desse attuazione all’ospitalità della signora Englaro per il protocollo previsto, il ministro potrebbe assumere provvedimenti che metterebbero a repentaglio l’operatività della struttura, e quindi il posto di lavoro di più di 300 persone, oltre che di quelli delle società controllate, ed i servizi complessivamente erogati alla comunità". Ovvero, dopo l’atto di indirizzo di Sacconi e le ritorsioni minacciate non possiamo rischiare. 

Dunque, Eluana, in stato vegetativo da diciassette anni, resta nello stesso letto dove giace, senza il minimo collegamento con il mondo circostante, dopo che le rianimazioni e le terapie riabilitative erano naufragate. E si smobilita la camera al terzo piano della clinica udinese, dove uno staff di volontari era pronto ad accudire questa ragazza diventata una donna di 38 anni senza dare mai un cenno di "presenza" mentale o emotiva. 

Ora la famiglia Englaro avrebbe solo due strade: il ricorso al Tar Lombardo, per obbligare una struttura sanitaria a rispettare la sentenza della magistratura; oppure la richiesta di ospitalità presso la struttura di un’altra Regione, come l’Emilia Romagna, che per bocca del suo presidente Vasco Errani si era dichiarara disponibile ad accompagnare Eluana nei suoi ultimi giorni e a rispettare tribunali e Cassazione, oltre che la volontà di una paziente.
 
Sono ore in cui la famiglia, nonostante l’amarezza, non molla di un centimetro la posizione. Per i genitori rispettare il volere della figlia è una "conditio sine qua non" e per questo lo staff degli avvocati è già stato interpellato.
 
Piero Colaprico
 
 
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