Napoli, inceneritori avanti tutta

 
Il termovalorizzatore di Acerra è stato autorizzato all’avviamento dell’esercizio provvisorio, in vista della sua inaugurazione che avverrà il prossimo 26 marzo.
E’ quanto prevede un’ordinanaza del presidente del Consiglio firmata lo scorso 5 marzo e pubblicata il 9 marzo 2009 in Gazzetta Ufficiale (tratto dal quotidiano Cronache di Napoli).
O.P.C.M. 3745/2009: Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania.
– Per scaricare il documento PDF dell’Ordinanza n. 3745, clicca qui
 
Quanta incoerenza in questa ordinanaza
L’ultima gemma, per ora, del governo Berlusconi relativamente al ciclo dei rifiuti in Campania riguarda l’inceneritore di Acerra. È l’ordinanza n. 3745 del 5 marzo 2009. Con essa il governo Berlusconi autorizza l’avvio “provvisorio” dell’inceneritore, nonostante il mancato completamento dell’impianto sia dal punto di vista funzionale sia dal punto di vista delle opere di controllo delle emissioni e di monitoraggio.
Tutto come sempre sul presupposto dell’urgenza (”somma urgenza” si legge nel testo) e sempre per superare la fase emergenziale. Ma Berlusconi a luglio dello scorso anno non aveva proclamato a mezzo mondo che, grazie al suo intervento, l’emergenza era finita? Comunque, per superare un’emergenza ne apriamo un’altra, destinata a durare non si sa fino a quando. Altri 6 mesi? Altri 15 anni?
Fino ad allora i cittadini di Acerra e confinanti si dovranno sorbire tutte le emissioni inquinanti, certe e incerte, senza poter sapere a che cosa di sicuro vanno incontro (…).
– L’articolo di ambienti.wordpress.com è disponibile in versione integrale qui
 
L’inceneritore di Acerra sembra ormai avviato al funzionamento. Che fine ha fatto l’impianto di Ponticelli ?
Accordo di programma per la realizzazione dell’inceneritore a Ponticelli firmato il 13 febbraio scorso: una scelta gravissima per l’ambiente, la salute, l’agricoltura, il lavoro, la democrazia e la partecipazione.
Il 13 febbraio scorso, nel silenzio generale, è stato siglato l’accordo di Programma tra la Protezione Civile e l’ASIA, nominalmente per coordinare il ciclo di gestione integrata dei rifiuti nel comune i Napoli, e nella sostanza vera, fatta eccezione per una piccola quota della frazione organica, per realizzare a Ponticelli l’inceneritore, denominato nell’accordo termovalorizzatore.
Rispettando la legge nei fatti ciò dovrebbe costituire elemento di nullità del protocollo, perché introduce un qualcosa (appunto termovalorizzatore) che non esiste nelle normative europea e italiana di riferimento, nelle quali si parla solo di “inceneritori (Direttiva Europea 2006 /76 sull’incenerimento dei Rifiuti – Decreto Legislativo 11 Maggio 2005 n.133 – Attuazione della Direttiva 2006/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti.) Come si fa a istruire una Gara per qualcosa che non esiste? (…)
– L’articolo del VAS Campania è disponibile su retecivicanapoli.org, clicca qui
 
Ritornando ad Acerra, ecco le dichiarazioni del Sottosegretario (da “il Mattino” del 9.03.09).
Il termovalorizzatore di Acerra che sarà inaugurato il 26 marzo «funzionerà bene». Lo ha assicurato il sottosegretario Guido Bertolaso, parlando ai microfoni di RadioUno. (…)
Nel termovalorizzatore bruceranno 600 mila tonnellate all’anno di rifiuti organici e inorganici e Bertolaso dovrà stipulare entro la fine del mese una convenzione preliminare con il gestore dei servizi elettrici (Gse) per regolare la cessione dell’energia prodotta dal termovalorizzatore. I proventi saranno impiegati dal fondo di protezione civile per la gestione dell’emergenza campana.
Nell’ impianto, ha precisato ieri il sottosegretario, verranno bruciati solo i rifiuti previsti e non ci saranno abusi: in questo senso la presenza delle forze armate rappresenta una garanzia per i cittadini. (…)
 
Bertolaso ha tenuto a precisare come però in questo campo occorra «Una forte presenza dello Stato. Credo di aver pagato anche per questo mio atteggiamento, quando chiedevo che lo Stato fosse al mio fianco per risolvere il problema dei rifiuti. Ora lo Stato c’è».
Sempre in merito ad Acerra Bertolaso ha spiegato come, grazie ai controlli, se per qualche disguido nel termovalorizzatore dovesse «entrare qualcosa non a norma, il salvavita farebbe scattare un interruttore e l’impianto si fermerebbe».
Inoltre, ha spiegato ancora il sottosegretario, l’intenzione «è quella di installare nella piazza centrale di Acerra un pannello informativo sul quale verranno visualizzati in tempo reale i dati sulle emissioni dell’impianto. E così i cittadini potranno verificare che l’impianto inquinerà sicuramente molto meno di tante macchine che girano da quelle parti».
 
E non solo: secondo il sottosegretario agli arresti di ieri per l’impianto di termovalorizzazione di Colleferro nel Lazio dimostrano che problemi di gestione dei rifiuti non esistono solo in Campania, che è stata «solo la punta di un iceberg».
«Non è da oggi – ha precisato Bertolaso – che dico che la Campania è solo la punta dell’iceberg. Abbiamo qui l’esempio del Lazio, nonostante gli encomiabili sforzi di Marrazzo impegnato per cercare di organizzare lo smaltimento dei rifiuti corretti».
Secondo Bertolaso «si è sottovalutata la difficoltà» di fare realmente funzionare il termovalotrizzatore laziale. La gestione di questo tipo di impianti, ha sottolineato, presuppone «un’attenzione, un senso di responsabilità e un’etica che forse non tutti hanno» (fonte: ilmattino.it del 10.03.09).
Acerra come Brescia
«In dieci anni a Brescia non abbiamo avuto una sola anomalia ambientale. Ad Acerra si sta lavorando senza sosta perché tutto avvenga nel migliore dei modi». È l’impegno di A2A, la società quotata in borsa che gestisce il termovalorizzatore di Brescia, considerato dagli esperti uno dei migliori al mondo, e che presto prenderà in consegna il primo impianto della Campania.
 
(tratto da un articolo de “il Mattino” del 15.01.09)
 
Bruciare rifiuti conviene?
Ecco un interessante documento tratto da ambientebrescia.it dal titolo:
Il falso mito dell’inceneritore di Brescia. Per visualizzare il PDF, clicca qui.
 
 
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